Primo Step

Nell’ambito della continua ricerca di efficaci strumenti di validazione delle competenze sviluppate nell’apprendimento non formale e informale, il progetto BEVIN condurrà una “Cross-European Data Search’, ovvero una mappatura estesa a tutti gli stati dell’Unione Europea. Questo articolo vuole capire meglio cosa siano gli strumenti di validazione e di come questa operazione contribuirà a rendere questi metodi sempre più efficaci.

In primo luogo, quali sono gli strumenti di validazione per l’apprendimento non formale e informale? Prima di poter iniziare a rispondere a questa domanda dobbiamo affrontare il tema della validazione. Al fine di allineare le competenze personali sviluppate in un’organizzazione o in un industria con l’attuale politica dell’UE per ‘rendere visibile l’apprendimento’ è necessario intraprendere la validazione delle competenze. Questo processo come definito nella CEDEFOP – Linee guida 2014 afferma che la validazione è “la conferma da un organismo competente che i risultati dell’apprendimento (conoscenze, abilità e/o competenze) acquisite da un individuo in un ambiente formale o informale formale, sono stati valutati sulla base di criteri predefiniti”. L’apprendimento non formale e informale è in genere vario e non standardizzato perciò gli strumenti di convalida devono rispecchiare questa eterogeneità.

Gli strumenti, in genere, variano da paese a paese, ma quelli più comuni sono riconducili a 7 temi chiave: Comunicazione, Competenza, Osservazione, Intervista, Metodo del Portfolio, Dibattito e Presentazione. Spesso richiedono modifiche e adattamenti per soddisfare le esigenze del settore del discente, del contesto e delle situazioni, questi strumenti seguono una procedura simile a quella usata per i metodi di validazione dell’apprendimento formale.

Con un tale insieme di strumenti è spesso difficile determinare quale sia il più adatto e ‘efficace’ per mettere in luce le abilità apprese e gestire il processo dalla validazione e alla certificazione. Ed è proprio a questo punto che entra in gioco la “Cross-European Data Search’ del progetto BEVIN. L’obiettivo di questa fase del progetto è la realizzazione di una ricerca approfondita sulle banche dati esistenti (EPALE, ADAM EST) in tutti i 28 Stati membri della UE per individuare, combinare e valutare gli strumenti di convalida delle competenze e includerli nel database finale.

Gli strumenti in questione saranno classificati e ordinati a secondo la loro origine, il tipo di strumento, il metodo di validazione, la valutazione della qualità e le altre caratteristiche. Fondamentalmente gli strumenti prescelti saranno raccolti a partire da una vasta gamma di fonti, quindi l’ambito non verrà limitato esclusivamente a strumenti prodotti da altri progetti europei, perché ciò ridurrebbe la possibilità di trovare ciò che è efficace e ciò che funziona realmente.

Nei prossimi mesi tutti i partner del progetto BEVIN svolgeranno delle ricerche nella banche dati nazionali e globali, un ampio database di cross-europeo sarà presentato in una prima versione alla prossima riunione dei partner a Torino nel mese di giugno.

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